Ti dà fastidio che gli altri parlano di carne in tua presenza?

Come ti stai sicuramente accorgendo, in questo particolare periodo si sta diffondendo una maggiore consapevolezza alimentare grazie all’apertura di nuovi bar e ristoranti orientati ad una cucina più naturale, grazie anche a corsi di cucina e showcooking a tema e a serate informative dove poter imparare a dare più attenzione alla propria salute.

Se segui un’alimentazione vegana è certo che ricevi battute sulla tua scelta. A prescindere dalle motivazioni di salute o di etica e dal fatto che tu lo faccia da tanti anni o meno, sono sicura che stai ricevendo mille domande caratterizzate dai soliti “perché, cosa, come, e se, quando, dove”…Perché lo fai, cosa mangi, come fai senza, e se hai voglia di, dove vai a mangiare..ecc…eccetera.

A prescindere dal tono sereno o sarcastico di queste domande e dalle eventuali successive battutine, se ti dà fastidio che gli altri parlano di carne è un problema Tuo. Mi dispiace scriverlo così ma prima ce ne rendiamo conto e meglio è.  

E’ meglio per il tipo di differenza che vogliamo portare nel mondo e per i risultati che vogliamo ottenere come persona.

Mi capitava di sentire un bruciore alla stomaco quando qualcuno cominciava a farmi domande insistenti sulla mia alimentazione, che diventava sensazione di irritazione e saliva al petto quando qualcuno non mi rispettava più e mi prendeva in giro e alla fine saliva al viso con evidente espressione di rabbia e nervoso se qualcuno iniziava a sentenziare senza logica e competenza teorie evoluzionistiche sull’uomo e concetti nutrizionali sparati qua e là.
Non riuscivo a gestire queste emozioni cosi fisiche e alla fine ne uscivo solo dispiaciuta e amareggiata, come se per l’ennesima volta non fossi riuscita a raggiungere chi volevo essere.

In queste scelte non ci sono né vincitori né perdenti, non si tratta di sapere chi ha ragione e chi ha torto. Si tratta di stare bene, di essere felici e provare piacere per quello che si fa e soprattutto averne piena consapevolezza.
Non possiamo controllare gli altri, non possiamo sapere cosa decidono di mettere nel carello della spesa, non possiamo avere aspettative nei loro confronti e sperare che cambino dal giorno alla notte, soprattutto se poi noi stessi ci raccontiamo a loro con aria incazzata, di sfida e polemica.
Quello che possiamo fare è imparare a gestire le nostre reazioni ed emozioni, vivere e interagire meglio con noi stessi e con gli altri.
Questo perché non sempre possiamo decidere con che tipo di persone interagire, a volte siamo obbligati a passare tanto tempo con gli altri per circostanza, situazione e contesto ed è importante imparare a comunicare le proprie richieste o idee in maniera efficace e nel giusto modo. E poi perché le nostre emozioni influenzano i nostri risultati.
Mi sono accorta che io non posso convincere nemmeno mia mamma e la mia famiglia a fare certe scelte. Ognuno decide per sé.
Noi possiamo “solo” continuare a credere nelle motivazioni delle nostre scelte ed educare, stimolare ed ispirare attraverso il nostro esempio.

Molte persone che fanno parte di “élite”, per motivi religiosi, alimentari od altro, tendono a volte a separarsi o ad unirsi solo ad altri gruppi simili, continuando a vivere e ad avere sotto gli occhi solo quel panorama formato dalle stesse persone, valori, idee e come macchine fanno quello che fanno perché lo fanno tutti.
E’ ovvio che l’integrazione, il confronto, la comprensione e accettazione difficilmente avverrà. E così la nostra evoluzione e crescita sono limitate. Non possiamo pretendente che altri capiscano perché mangiamo in un certo modo se non capiamo anche noi i loro perché. Ed è su questo che se vogliamo, possiamo lavorare per portare e offrire un cambiamento.

Conta che ci sarà sempre una verità ed è quella che gli altri avranno SEMPRE da dire sulla scelta di qualcuno, che tu faccia o non faccia, che tu dica o non dica e se ci dà fastidio se qualcuno parla o sparla delle nostre scelte significa che ancora c’è “qualcosa” dentro di noi da mettere a posto. Probabilmente è acquisire una maggiore determinazione o fiducia in noi stessi, più forza nelle proprie capacità, recuperare più informazioni per avere argomentazioni valide, saper comunicare meglio, gestire il proprio stato d’animo anche con persone o situazioni in cui siamo emotivamente coinvolti…
E i nostri stato d’animo sono solo nostri, non di qualcun altro!
Non sono gli altri che “ci fanno arrabbiare”, “ci rattristano”, “ci rendono allegri”; dare la responsabilità agli altri o a un evento esterno su come ci sentiremo è molto pericoloso e ci allontana molto dalla nostra vera felicità.  Ricorda che non è ciò che dicono o fanno gli altri che può avere influenza su di te ma è il significato che tu gli dai.

Ti capita di parlare con qualcuno che ha le idee totalmente opposte alle tue?
Cosa succede?

Magari la conversazione va avanti ma spesso le cose che ti dice, ti entrano da un orecchio e ti escono dall’altro.
Se il nostro atteggiamento è sereno e tranquillo non abbiamo niente di cui vergognarci, di cui avere paura o di cui difenderci.
E’ il significato che noi diamo a ciò che gli altri dicono o fanno che condiziona i nostri stati d’animo. E il significato che diamo agli avvenimenti o alle parole è una nostra scelta e possiamo sempre gestirla.
Abbiamo sempre il potere di decidere come stare.

Infine tutto parte da noi, il cambiamento che vogliamo vedere negli altri prima parte da noi, il futuro si costruisce a partire da noi stessi e dalle nostre scelte.
Avrai letto almeno una volta la celebre frase di Gandhi “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
Per cui non basta pensare semplicemente al cambiamento o sperare nel cambiamento, è necessario diventare nella nostra vita ciò che sentiamo di essere, credere nei nostri principi, viverli noi per primi nel nostro mondo.
E i cambiamenti creano sempre un effetto onda che si diffonde su tutto ciò che è attorno a noi.

Ti auguro di diventare sempre più consapevole della tua forza e di fare la differenza positiva nel tuo mondo!

Enrica

 

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